La Toscana

Alcune i luoghi della toscana più famosi per arte, tradizione e natura.

Le cittá d'arte della Toscana

Ecco alcune delle cittá d'arte più ricercate:

 

Firenze

Sulla riva all'Arno tra il Tirreno e l'Adriatico, Firenze è una cittá unica per l'originalità delle sueattività industriali e d' artigianato. Sempre in fermento grazie ai più svariati scambi culturali, alla vita artistica e scientifica. Il patrimonio d'arte è uno dei più ricchi d'Europa per storia, cultura e architettura grazie a nomi quali Cimabue, Giotto, Arnolfo, Andrea Pisano, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Giberti, Botticelli, Leonardo e e Michelangelo. sono solo alcuni dei personaggi che hanno contribuito allo splendore di questo capoluogo Toscano.

Sicuramente da consigliare la visita degli Uffizi, della Galleria Palatina, dell Bargello, dell museo di San Marco, dell'Accademia, delle Cappelle Medicee e della Casa Buonarroti, dei Musei Bardini, Horne, Stibbert, Romano, Corsini, della Galleria d'Arte Moderna, dell Museo dell'Opera del Duomo, degli Argenti, delle Pietre Dure.

I monumenti di spicco della storia artistica di Fiorenze: il Battistero, il Duomo, le chiese Medioeval.

Palazzi e architettura fondamentale nella città: Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, Palazzo Medici-Riccardi, Palazzo Davanzati, monasteri e chiostri, conventi e cenacoli, la Certosa.

La gastronomia tipicamente toscana emerge nelle trattorie del centro e sulle colline. Molto importante per la cucina fiorentina è il prestigio del vino toscano come Chianti e il Vin Santo.

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Pisa

Pisa sulle rive dell'Arno offre un grande patrimonio artistico con la Piazza dei Miracoli e il Duomo, Battistero e Campanile famoso per la Torre Pendente. La Torre di Pisa è il campanile del Duomo che iniziò ad essere costruita nell'estate del 1173. La Torre fu progettata cominciò a inclinarsi durante la costruzione e il cedimento fu messo più tardi in sicurezza con speciali accorgimsenti.

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Lucca

Lucca posta nella Toscana nord-occidentale è una delle città d'arte d'Italia per la particolarità delle sue mura di cinta del XV-XVII secolo rimaste intatte e percorribili a piedi. Il centro storico è rimasto sostanzialmente quello originario. Lucca è famosa anche per la piazza dell'Anfiteatro nata dai resti dell'antico anfiteatro costruito dai romani. Tipicamente medievale è la via Fillungo, strada stretta che attraversa la città con molti negozi. Da consigliare di sicuro Piazza Napoleone, la piazza San Michele e la piazza San Martino con il Duomo.

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Siena

A Siena il centro storico è dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO dal 1995. Nel Medioevo Siena rappresentava un importante centro commerciale. Famosissimo il centro storico e il Palio. A Siena è possibile anche assaporare i veri sapori toscani.

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Volterra

Volterra è esattamente nel cuore della Toscana e rappresenta una meta ambita per studiosi e turisti grazie al centro universitario e al contesto paesaggistico di grande suggestione. L'arte e l'artigianato di Volterra contribuisce al valore della Toscana.

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La costa toscana

Alcuni dei luoghi più spettacoleri della costa toscana sono:

Livorno

Livorno è sulla costa del Mar Ligure è rinomata per come scalo commerciale portuale e turistico. Un centro industriale relativamente giovane con alcune testimonianze di epoche storiche come la seconda guerra mondiale.

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Grosseto

La città è posta a circa 12 km dal mare (dove si affacciano le frazioni comunali di Marina di Grosseto e Principina a Mare), al centro di una pianura alluvionale denominata Maremma grossetana, nel punto di confluenza della Valle dell'Ombrone. In passato, gran parte dell'area pianeggiante era occupata dal Lago Prile che si estendeva quasi fino alla parte occidentale della città. L'antico bacino lacustre costiero dalle caratteristiche palustri è quasi del tutto scomparso a seguito delle opere di canalizzazione rientranti nelle bonifiche settecentesche apportate dai Lorena, completate definitivamente tra gli anni venti e trenta del secolo scorso dal governo fascista. Nella parte nord-orientale del territorio comunale, presso la moderna frazione di Roselle che è sorta nei pressi dell'antica città etrusco-romana, si trova una sorgente termale di acqua sulfurea, della stessa natura e origine che contraddistingue le più rinomate Terme di Saturnia e le altre terme sparse tra il Monte Amiata, l'Area del Tufo e le Colline dell'Albegna e del Fiora. Nella parte orientale e meridionale del territorio comunale scorre il fiume Ombrone, che con il suo corso prima costeggia la frazione comunale di Istia d'Ombrone e poi si avvicina in alcuni punti alla città con alcune sue anse che precedono la foce situata all'interno del Parco Naturale della Maremma, poco a sud di Principina a Mare. La parte occidentale del territorio comunale è compresa nella Riserva naturale Diaccia Botrona, area palustre che si estende dove sorgeva l'antico Lago Prile, mentre l'area sud-occidentale rientra nel Parco naturale della Maremma, dove si estende l'area palustre della Trappola e si elevano le prime propaggini dei Monti dell'Uccellina a sud della foce dell'Ombrone. Nel territorio comunale sono incluse anche le Formiche di Grosseto, nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano; gli isolotti e l'intero tratto di mare che bagna il litorale grossetano rientrano anche nell'area marina protetta europea del Santuario dei Cetacei. Il centro cittadino si trova ad un'altezza di circa 10 metri s.l.m., mentre il restante territorio comunale si estende ad altitudini comprese tra il livello del mare e i 417 metri del Poggio Lecci sui Monti dell'Uccellina, dove sorgono l'Abbazia di San Rabano e la Torre dell'Uccellina; altro rilievo degno di nota è il Poggio di Moscona (317 metri s.l.m.) che, con la sua caratteristica fortificazione, domina l'abitato di Roselle. Comunque, prendendo in esame soltanto le aree urbane e i centri abitati, l'altezza massima si registra a Montepescali con 222 metri s.l.m. La città dista 145 km da Firenze, 175 km da Roma, 170 km dallo scalo internazionale e intercontinentale dell'Aeroporto di Fiumicino; le città capoluogo di provincia più vicine a Grosseto sono, nell'ordine, Siena (75 km), Viterbo (122 km), Livorno (135 km).

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Argentario

Il Monte Argentario si protende nel Mar Tirreno proprio davanti alle due isole più meridionali del Bellissimo Arcipelago Toscano: Giglio e Giannutri. Nato come isola, ma successivamente unito per azione delle correnti marine alla terra ferma, il promontorio fu probabilmente abitato già dagli Etruschi e fu in seguito possedimento della Chiesa Romana, dominio degli Spagnoli che ne fortificarono i due porti e attuali centri abitati di Porto Santo Stefano e Porto Ercole, fino ad essere proprietà del Granducato di Toscana ed essere poi, finalmente, annesso al regno d’Italia. Durante la seconda guerra mondiale, Porto Santo Stefano fu interamente distrutta e fu ricostruita solo negli anni cinquanta. Oggi Porto Santo Stefano ed il suo lungomare sono un incantevole angolo di paradiso, meta di un turismo di élite. Dal suo porto sono raggiungibili l’Isola del Giglio e l’Isola di Giannutri, isole di straordinaria bellezza amate anche dai sub più esperti ed esigenti grazie ai loro fondali ricchi di flora e fauna marina. Anche Porto Ercole, con il suo porto di Cala Galera, è ambita meta dei vip i quali vi ormeggiano i loro yacht. Sul lungomare di Porto Ercole, di sera, potrete godere di un’atmosfera serena e rilassante oltre che della gustosa cucina a base di pesce freschissimo offerta dai caratteristici ristoranti con terrazza affacciata sul mare. Il paese è “dominato” da una caratteristica fortezza spagnola. La costa del Monte Argentario, molto frastagliata, offre cale e calette, prevalentemente sassose, di notevole bellezza dal punto di vista naturalistico e nelle quali poter fare un tuffo nell’acqua cristallina. Vivamente consigliata una escursione in auto lungo la strada panoramica, che corre tutto intorno al promontorio e che ne offre una visuale veramente unica.

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Punta Ala

Punta Ala è una rinomata località balneare adagiata sulle pendici del promontorio omonimo. Il promontorio è caratterizzato dalla tipica vegetazione della macchia mediterranea e, grazie alla sua costiera rocciosa e frastagliata, è ricco di meravigliose cale e calette dall’acqua cristallina. Oggi Punta Ala è un’ambita meta turistica ed un’oasi di pace affascinante. E’ ricca di strutture dotate di ogni confort, di ristoranti di prestigio, con un porto turistico molto ben attrezzato, un campo da golf, la possibilità di praticare equitazione ed immersioni e di assistere alle caratteristiche regate veliche. Punta Ala non è però solo ricca di bellezze naturali, ma anche di bellezze artistiche del ‘500 quali le due fortificazioni Torre Hidalgo e Castello di Punta Ala, quest’ultimo opera della famiglia de’ Medici. Il suo entroterra offre, inoltre, ai turisti la possibilità di visitare i resti degli antichi insediamenti del popolo etrusco e di quello romano, i borghi medievali e le numerose e magnifiche riserve naturali e aree protette. Da sottolineare anche l’importanza della zona per i vini pregiati, per la gastronomia tipica toscana ed il pesce notoriamente freschissimo.

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Le isole toscane

L'arcipelago toscano:

Elba

La Storia ha voluto che l’isola d’Elba fosse teatro di grandi eventi: non esiste civiltà del Mediterraneo che non abbia lasciato tracce rilevanti del proprio passaggio. Per gli Etruschi l'Elba costituì un'inesauribile fonte di ricchezza: sfruttavano le miniere ed esportavano il ferro in tutto il bacino del Mediterraneo, ricavandone enormi ricchezze. Dei cinque secoli di dominazione etrusca rimangono diverse necropoli, alcuni resti di forni fusori e numerosi "villaggi d'altura", inseriti in scenografie inimitabili. I Romani apprezzarono l’Elba per il suo ferro, ma anche per i fanghi curativi: come testimonia una delle due ricche ville patrizie, individuate nel l’isola, e i cui resti si trovano in prossimità dell’attuale struttura termale. Il Medioevo vide la dominazione pisana, di cui restano alcune importanti e suggestive costruzioni a difesa del territorio, che dimostrano quanto il possesso dell’isola fosse importante. Segue poi la Signoria degli Appiani e Cosimo de’ Medici il quale, sui resti della romana Fabricia, edificò la sua “Cosmopoli” ( oggi Portoferraio ), cingendola di mura possenti che salvarono gli abitanti dalle incursioni piratesche. Gli Spagnoli si insediarono a Porto Azzurro ed anch’essi posero mano alla difesa del loro territorio con una costruzione imponente: il forte di S. Giacomo che ancor oggi, divenuto casa penale, domina il ridente paese. Nel XVIII secolo, l’Elba fu contesa da Austriaci, Tedeschi, Inglesi e Francesi, con frenetiche trattative diplomatiche o accanite battaglie, finché fu assegnata in "piena proprietà e sovranità" a Napoleone Bonaparte che, in dieci mesi di governo, lasciò impronte significative: costruì strade, riorganizzò l’economia mineraria, incrementò la produzione e l’esportazione del vino. Al suo rientro in Francia, per i fatidici cento giorni, Napoleone lasciò due residenze, divenute Musei Nazionali e frequentate ogni anno da migliaia di visitatori…. Natura, arte e cultura millenaria, racchiuse in un microcosmo di 224 kmq, creano un’atmosfera unica, rievocano scenari straordinari, frutto di incontri tra popoli diversi.Spiagge di sabbia finissima, scogliere a picco sul mare, acque trasparenti, fondali ricchi di pesci. Ma anche sentieri di montagna, boschi di querce e di castagni, borghi medioevali, alberghi moderni, centri turistici attrezzati e scuole di vela condotte da vecchi lupi di mare .L'isola è una scoperta continua: il mare cambia colori ad ogni insenatura. A sud si infrange su bianche scogliere o aggredisce ampi arenili, a nord si insinua negli anfratti degli alti dirupi o lambisce discrete spiagge di ghiaia. In pochi minuti, poi, si passa dal massiccio granitica del Monte Capanne, regno dei mufloni e delle capre selvatiche, alle zone minerarie del versante orientale, vero "eldorado" degli scienziati e degli appassionati di geologia..Offre ai suoi ospiti infinite sorprese che possono essere godute soprattutto in primavera ed in autunno, quando l'isola svela la sua essenza più profonda. Una lussureggiante macchia mediterranea fatta di colori e di profumi, i boschi di pini, lecci e castagni, agavi ed i fichi d'india delle assolate coste meridionali: un pezzetto di mondo che accanto al moderno, ha saputo conservare l 'antico ed una natura ricca di incontaminate suggestioni. Isola “a dimensione d’uomo”, l’Elba ha saputo sfruttare i confort e i mezzi che tecnica e civiltà mettono a disposizione, senza però che questi compromettessero la sua natura, il paesaggio, il mare e le coste, i monti ed i boschi.

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Gorgona

L'isola più piccola dell'Arcipelago Toscano, a ovest di Livorno, ha 300 abitanti (perlopiù detenuti) e misura poco più di 2 chilometri quadrati di superficie, in gran parte occupata dal penitenziario. Di carattere roccioso, raggiunge i 225 metri di altitudine ed è coperta prevalentemente da macchia mediterranea. La vista dell'isola, dove i turisti possono attraccare in barca solo in caso di pericolo, è consentita in genere ogni martedì dei mesi estivi a piccoli gruppi che vengono prelevati da una motovedetta dal traghetto in servizio tra Livorno, Capraia ed Elba. Il tour, a cura della Cooperativa del Parco naturale, tocca i punti più suggestivi delle coste, tra cui Cala Scirocco e Cala Martina, e i rilievi coperti di macchia mediterranea che offrono rifugio a conigli selvatici, gabbiani, rondini di mare e uccelli di passaggio. La cosa che salta subito all'occhio al visitatore è la copertura vegetale: circa il 90% dell'isola infatti presenta una macchia di tipo mediterraneo, con aree boschive, ed ospita (secondo recenti studi) oltre 400 specie floristiche. Anche la limpidezza delle acque circostanti l'isola è notevole, a causa dello scarsissimo apporto contaminante antropico. Il mare che circonda l'isola è interdetto al turismo e quindi ai natanti; pertanto la scarsa presenza antropica ha permesso il mantenimento di acque pulite e dallo scarso inquinamento. Ciò ha permesso il proliferare di specie marine particolarmente delicate. La Gorgona, l’antica Urgon abitata forse dagli Etruschi, certamente dai Romani come testimoniano i resti di una costruzione al Piano dei Morti, fu abitata in epoca medioevale da monaci e vide sorgere monasteri ad opera dei Benedettini e Cistercensi. Da essa il re Desiderio trasportò a Brescia il corpo di San Giulia, martirizzata tre secoli prima in Corsica. Nel 1283 l’isola passò a Pisa che vi costruì la Torre Vecchia, quindi nel 1406 fu occupata dai Medici ai quali si devono opere di fortificazione. Tornò in seguito ai Certosini che la tennero fino al 1777 quando il Granduca Pietro Leopoldo riscattò l’isola e cercò di ripopolarla, ma senza riuscirvi. Nel 1869 infine fu trasformata in colonia penale agricola. La Gorgona ricca di verde, rivestita di pini, che creano uno stupendo contrasto con l’azzurro del mare, dà luogo ad un suggestivo paesaggio insieme aspro e dolce. - La Cooperativa Parco Naturale "Isola di Gorgona" organizza gite sull'Isola, ed è la sola autorizzata dal Ministero di Grazia e Giustizia. La LIPU fa capo a questa cooperativa per organizzare le proprie escursioni a Gorgona. - Almeno quindici giorni prima del viaggio è necessario comunicare alla Direzione del Carcere gli estremi di un documento di identità di ogni visitatore. Sarà compito della LIPU farsi carico di questa formalità, richiedendo ai partecipanti i dati necessari che verranno trasmessi a chi di competenza. - È facoltà del Carcere negare la visita a persone non desiderate (ad esempio, coloro che hanno precedenti penali, che sono in libertà vigilata o risultano "conosciuti" dalle autorità giudiziarie per reati particolari).

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Capraia

Un lembo di macchia fragrante d’aromi nostrani, un mare limpidissimo. Capraia, è un’autentica perla mediterranea, terra di roccia dall’inequivocabile origine vulcanica. Lo testimoniano gli aspetti geologici della costa e dell’interno, il colore e la composizione delle rocce, gli accumuli di ceneri e lapilli. Presumibilmente il nome deriva dall'etrusco "carpa": pietra, parola che trova origine dal greco arcaico "kalpe": pietra sepolcrale. Pertanto dall'etrusco "isola pietrosa" si è passati al romanizzato "Capra", da cui "Isola delle Capre" e quindi "Capraia". Capraia e’ una delle sette sorelle dell’Arcipelago Toscano, la terza come dimensioni dopo l’Elba ed il Giglio. E’ lunga circa 8 Km. da Punta della Teglia a Punta dello Zenobito e larga 4 Km. dall’isola Peraiola a Monte Campanile. Ha una superficie di quasi 20 Kmq e uno sviluppo costiero di 30 Km. Il piccolo porto si riempie fino all'inverosimile di imbarcazioni di ogni genere e l'esiguo e unico lembo di bagnasciuga diventa rifugio di decine e decine di gommoni. Per lo più appartengono a subacquei che amano queste acque cristalline, ricchissime di vita e curiosità di ogni genere. I suoi fondali ospitano numerose forme viventi, che rendono particolarmente complesso e affascinante l’ambiente marino dell’isola, ricco peraltro di testimonianze archeologiche. La vegetazione, rigogliosa e ricca, di specie tipicamente mediterranee, ha dovuto fare i conti con la natura vulcanica del terreno, ma alla fine... l’ha spuntata: una copertura vegetale e vivacissima mostra la capacità colonizzatrice della macchia, impiantatasi senza troppi problemi sulla lava consolidata. Spettacolari sono i paesaggi che la vegetazione, con l’aiuto del vento ha fortemente caratterizzato, trasformandoli in scenari unici: le selle erbose ricoperte da migliaia di margheritine in cui domina l’asfodelo; le distese di cisto marino con l’invadente bianca fioritura; le profumate distese di elicriso e le umide vallate ospitano il corbezzolo, l’erica, l’oleandro ed il mirto. L’Isola ospita anche un piccolo lago ("il Laghetto" o "Stagnone"), unico invaso naturale dell’Arcipelago Toscano. Una leggenda particolarmente singolare, narra dei feroci Saraceni che sbarcarono nell’isola per nascondervi i tesori razziati nell’Arcipelago. Ma molti di loro non tornarono a riprendere il bottino. E così una volta un detenuto, frugando fra le rocce, trovò delle monete d’oro. La verde Capraia, con le sue coste colorate che si affacciano sull'unica banchina del porto e con l'inconfondibile profumo del lentisco che cominci ad annusare dal largo, è da anni sempre la stessa. Anche ad agosto, con il porto affollato, il turismo non è mai invadente: qui si respira soprattutto aria di mare. E lo testimoniano le numerose imbarcazioni che transitano ogni giorno per il piccolo porto, un grande popolo di appassionati: velisti, soprattutto, ma anche subacquei, gommonauti e semplici bagnanti, che vogliono trascorrere tutta la vacanza in costume da bagno Nel 1986 la colonia penale è stata chiusa, e tuttora la parte settentrionale dell'isola non è completamente accessibile al pubblico. L'isola, essendo mèta turistica estiva, è dotata di tutti i servizi essenziali: ufficio postale, panetteria, macelleria, alimentari, pescheria, bazar, ristoranti, pizzerie, bar, distributore di carburante per barche e auto, chiese.

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Giglo

Situata al centro del Mar Tirreno, a sole 11 miglia dal Promontorio dell’Argentario, racchiude nei suoi 21,21 kmq " Un tesoro tutto da scoprire"; il suo clima mite favorisce ai visitatori una vacanza piena di sorprese in tutte le stagioni, a stretto contatto con una realtà ancora genuina ed incontaminata come solo in pochi altri luoghi si può ancora trovare. Il mare cristallino color smeraldo, con i suoi fondali ricchi e pescosi, fanno da cornice ad un territorio per il 90% ancora selvaggio, che invita ad avventurarsi per i molti percorsi pedonali. Giglio Porto è un approdo pittoresco immerso in un anfiteatro di alture dense di vigneti che gli fanno da corona e sfondo, nei pressi dell’attracco dei traghetti, barcaioli esperti e profondi conoscitori dell’Isola, sono pronti a portare i turisti che lo desiderano alle vicine spiagge o a farne il giro. I cespugli di poseidonia sembrano quasi emergere dall'acqua trasparentissima ed i pesci che vi girano intorno in cerca di cibo paiono toccabili come se fossero a portata di mano. Ma uno dei fondamentali privilegi dell’Isola consiste nella varietà delle coste, che si sviluppano per 28 km, una costa che alterna scogliere di granito levigato a baie, calette e spiagge sabbiose, offrendo quasi sempre, la possibilità di spostarsi al ridosso e di fare il bagno in acque tranquille dal lato opposto a quello battuto dal vento. Da non dimenticare che il nome Giglio non deriva dal fiore né dalla dominazione Fiorentina, ma deriva dalla latinizzazione del vocabolo greco Capra ovvero Aegilium : Isola delle Capre. Campese, l’incantevole baia, è incorniciata, dal Faraglione da un lato, e dall’imponente Torre medicea dall’altro. La Torre, costruita tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII sec., un tempo si ergeva completamente isolata sugli scogli, mentre ora è collegata da un piccolo ponte, e fu meta difensiva dell’eroica cacciata dei tunisini nell’ultimo attacco barbaresco il 18 novembre 1799. I venti che spirano da sud, che qui giungono alle spalle, fanno, della baia di Campese, palestra ideale per amanti di surf e vela; Le attività subacquee sono supportate da corsi ai vari livelli e dalla possibilità di noleggio barche ed attrezzature. Mentre l’esposizione ad ovest ne fa teatro di stupendi tramonti. Insomma l’Isola del Giglio è davvero un tesoro tutto da scoprire, l’Isola è la meta ideale per tutti coloro che amano un rapporto genuino con la natura ed il rustico ambiente paesano, il mare, le passeggiate, il bird-watching, i minerali e l’affascinante mondo. Come muoversi sull'isola: Sull'Isola del Giglio le autolinee Brizzi collegano con le due linee ( Porto - Castello - Porto ) e ( Porto - Campese - Porto ) regolarmente le principale località. I collegamenti sono spesso in coincidenza con i traghetti e, nel periodo estivo, hanno una frequenza molto elevata. I biglietti si acquistano presso i negozi e bar che espongono il cartello.

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Giannutri

Se ne sta un po' in disparte rispetto alle altre isole dell'arcipelago toscano. Ma è proprio questa distanza geografica a rendere l'isola molto speciale, forse addirittura unica ed inimitabile. Giannutri è un piccolo paradiso: è larga 500 metri, lunga più o meno 5 chilometri, una bella passeggiata. E' meta di numerose escursioni ed è frequentata soprattutto dai subacquei, attratti dal fascino dei suoi fondali. Già nell’antichità Giannutri aveva affascinato i Romani, che vi costruirono un porto e splendide ville patrizie. Tutt’intorno il mare custodisce ancora oggi relitti di navi romane. Fra le tante leggende che aleggiano sulle terre dell’arcipelago, quella di due fantasmi avvolge ancora oggi la piccola isola a forma di mezza luna.Si racconta infatti che alla morte di Gualtiero Adami, il capitano garibaldino, figlio di un ministro del governo toscano del Guerruzzi, che aveva vissuto su Giannutri per quarant’anni dal 1882, la sua donna non abbia voluto lasciare l’isola ma che anzi, presa dalla follia, sia diventata una selvaggia creatura della macchia, dove si crede che ancora vaghi il suo ululante fantasma La spettacolare bellezza dei suoi fondali e la varietà della specie ittiche di Giannutri consentono di fare qui le più belle immersioni del Mediterraneo.Nello scenario dei fondali sono presenti falesie, grotte, praterie di poseidonia, gorgonie, rose di mare, cavallucci marini, stelle marine, coralli, ricciole, dentici, saraghi, spugne, ma anche relitti di navi affondate in questo scoglio in mezzo al mare.L'incontro con un delfino, una balena o una tartaruga sono rari ma possibili, in particolare durante le traversate tra l'isola e la terraferma. Giannutri è luogo di natura pura e dura. Nessuna spiaggia, solo rocce inaccessibili agli scalzi. Dall'altura principale, il Poggio Capel Rosso, una vetta di 85 metri, si vede solo mare, a sud non c'è verso di scorgere terra nemmeno nelle giornate limpide: la vertigine del vuoto compensa quella dell'altitudine. Il silenzio è rotto solo dai mille rumori della natura: che qui è l'unico attore. Per preservare il suo ricco patrimonio naturale dal rischio di spoliazioni urbanistiche e marine, l'isola di Giannutri è stata dichiarata Parco Marino ed è quindi particolarmente protetta e controllata dalle Autorità. L 'area marina è stata suddivisa in due livelli di tutela: la Zona 1 è riserva integrale e la Zona 2 è di semplice protezione. Nella Zona 1: - è vietato il transito di barche a motore e l'attracco di natanti di qualsiasi genere - è proibita la pesca o qualsiasi danneggiamento agli organismi animali e vegetali dal fondo - è consentito l'accesso ai bagnanti e lo snorkelling Nella Zona 2: - E' proibita la pesca e la caccia subacquea. - Ai residenti è consentita la pesca sportiva con la canna e la lenza, mentre per i non residenti è necessaria l'autorizzazione dell'autorità marittima. E' consentito l'attracco di barche a motore e la permanenza in rada per la notte nelle aree di Cala Maestra e di Cala Spalmatoio . E' possibile raggiungere l'isola in nave, partendo da Porto Santo Stefano. Effettua il servizio la compagnia MareGiglio.

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